Quattordicesima 2026: quando arriva, a chi spetta e come si calcola

Per chi si occupa di amministrazione del personale, giugno è un mese di picco. C'è il cedolino ordinario da preparare, la pianificazione delle ferie da chiudere e, in molte aziende, la quattordicesima da erogare. È un adempimento che concentra nello stesso periodo aspetti contrattuali, fiscali e comunicativi, ed è uno di quelli che generano più domande interne: il neoassunto che non capisce perché ha ricevuto un importo ridotto, il part-time che vuole verificare il proprio rateo, la dipendente rientrata dalla maternità che chiede conferma di non aver perso nulla.
Sapere con precisione a chi spetta, come si calcola e perché il netto è inferiore a quello atteso è quindi il presupposto per gestire la mensilità senza errori in busta paga e senza dover ricorrere a continue correzioni a valle.
Cos'è la quattordicesima
La quattordicesima non è una voce fissa e universale della retribuzione, ma una mensilità aggiuntiva, erogata, di norma, nei mesi estivi . Non è un istituto generalizzato come la tredicesima: non esiste una legge che la imponga a tutti i datori di lavoro. La sua erogazione dipende esclusivamente dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato in azienda o da eventuali accordi integrativi di secondo livello.
Per l'amministrazione del personale, questo significa che il primo passo non è calcolare l'importo, ma verificare se il CCNL applicato prevede o no la quattordicesima e, se sì, con quali criteri. La mensilità è tipicamente prevista nei contratti del commercio, del turismo, dei pubblici esercizi, della vigilanza privata, di alcune categorie dei trasporti e di altri settori; può variare anche tra livelli e qualifiche all'interno dello stesso contratto. Una mappatura iniziale per CCNL e qualifica evita di trovarsi a giugno con casistiche scoperte.
A chi spetta la quattordicesima nel 2026
Laddove prevista dal contratto, la quattordicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dalla durata del rapporto: tempo indeterminato, tempo determinato, apprendistato. I lavoratori in contratto part-time ricevono l'importo riproporzionato sull'orario effettivo, secondo il criterio fissato dal CCNL.
I lavoratori autonomi, i collaboratori occasionali e i tirocinanti restano fuori dal perimetro: per loro la mensilità aggiuntiva non si configura. Una somma aggiuntiva è invece erogata dall'INPS ad alcuni pensionati con redditi entro soglie aggiornate annualmente, ma è un canale gestito direttamente dall'istituto e non incide sull'amministrazione del personale d'azienda.
Quando viene pagata la quattordicesima
Nel settore privato, le aziende erogano la quattordicesima generalmente tra la metà di giugno e i primi giorni di luglio, in modo da anticipare la liquidità per il periodo di ferie. La data precisa la fissa il CCNL: alcuni contratti la collocano entro il 30 giugno, altri prevedono l'erogazione con il cedolino del mese. Nella pratica, in molte aziende la quattordicesima viene liquidata come voce separata sul cedolino di giugno o tramite un cedolino aggiuntivo.
Nel settore pubblico, la gestione è più frammentata: non tutti i comparti la prevedono e, dove esiste, è regolata da accordi specifici che ne definiscono modalità e tempistiche. Per le PMI private il riferimento operativo resta il proprio CCNL e l'allineamento con il consulente del lavoro o con il software paghe in uso.
Come si calcola la quattordicesima
Il periodo di maturazione standard va dal 1° luglio al 30 giugno dell'anno successivo. Ogni mese di lavoro effettivo, o equiparato, matura un rateo pari a un dodicesimo della mensilità. La regola dei quindici giorni è il primo controllo da fare: nella maggior parte dei CCNL, il mese matura se nel mese stesso il dipendente ha prestato servizio per almeno quindici giorni; sotto questa soglia, il rateo non si genera.
La formula è lineare: si divide la retribuzione lorda mensile per dodici e si moltiplica il risultato per i mesi effettivamente maturati. Un dipendente con retribuzione di 1.800 euro lordi e nove ratei maturati riceverà 1.350 euro lordi (1.800 ÷ 12 × 9).
Tre casistiche concentrano la maggior parte degli errori in fase di calcolo.
I neoassunti entrati dopo il 1° luglio del periodo precedente avranno una quattordicesima ridotta sui soli mesi effettivamente lavorati: vale la pena prepararne la comunicazione prima dell'erogazione.
I cessati nel corso dell'anno hanno diritto ai ratei maturati, che vanno liquidati nell'ultimo cedolino insieme al TFR e alle ferie residue.
I part-time, infine, ricevono l'importo proporzionato all'orario contrattuale: anche qui la base di calcolo varia per CCNL e va verificata caso per caso.
Quattordicesima in busta paga: cosa controllare
Non tutti gli elementi della retribuzione entrano nella base di calcolo. Molti CCNL escludono gli straordinari, i premi una tantum, le indennità accessorie e i compensi a carattere non continuativo. La voce di riferimento è normalmente la retribuzione di fatto a minimi tabellari, eventualmente integrata da specifiche voci contrattuali. Prima di trasmettere i dati al consulente o al software paghe, una verifica sulle voci computabili evita ricalcoli a valle.
Sul fronte delle assenze, l'attenzione si concentra sulla distinzione tra periodi che generano rateo e periodi che lo interrompono. Maturano regolarmente i ratei durante ferie e festività, congedo di maternità e paternità, congedo matrimoniale, malattia e infortunio entro il periodo di comporto, riposi per allattamento. Non maturano invece durante il congedo parentale, aspettative non retribuite, permessi non retribuiti, scioperi e periodi di malattia o infortunio oltre il limite di comporto.
L'incrocio tra anagrafica presenze e CCNL prima dell'invio al consulente paghe è il controllo che intercetta la maggior parte degli errori: una malattia oltre comporto non segnalata, un congedo parentale non distinto da un congedo di paternità, un'aspettativa non codificata correttamente possono tradursi in ratei calcolati per eccesso o per difetto.
Tassazione della quattordicesima nel 2026
L'importo lordo della quattordicesima è soggetto a IRPEF e contributi come il cedolino ordinario, ma l'imposta netta trattenuta risulta proporzionalmente più alta. La ragione è che le detrazioni per lavoro dipendente e per carichi di famiglia sono spalmate sulle dodici mensilità ordinarie: sulla quattordicesima, queste detrazioni non si applicano. Lo stesso vale per il trattamento integrativo IRPEF, che resta legato alle mensilità ordinarie e non viene riconosciuto sulla mensilità aggiuntiva.
Il risultato è un netto sensibilmente inferiore al netto di un cedolino ordinario, anche a parità di lordo. È la prima domanda che arriva agli uffici HR a fine giugno è: “perché il netto è così basso?”. Si gestisce molto meglio in via preventiva, con una comunicazione interna che chiarisca il meccanismo prima dell'erogazione. Eventuali scostamenti rispetto all'imposta dovuta vengono comunque ricalcolati in sede di conguaglio fiscale di fine anno, sul cedolino di dicembre o di gennaio successivo.
Gestire l'erogazione della quattordicesima nelle PMI
L'erogazione della quattordicesima si traduce nella generazione e distribuzione di un cedolino aggiuntivo (o di una voce specifica in quello di giugno/luglio). La distribuzione digitale dei cedolini non è più un'opzione tecnologica per aziende innovative, ma uno standard operativo necessario per garantire sicurezza, riservatezza e conformità normativa.
Fluida trasforma la distribuzione dei cedolini in un'esperienza intuitiva e sicura, integrandosi perfettamente con il consulente del lavoro o software paghe già in uso in azienda. I cedolini prodotti dal flusso paghe esistente vengono caricati su Fluida e resi disponibili ai dipendenti senza interventi manuali ridondanti.
I vantaggi per l'Ufficio HR e per l'azienda sono tangibili.
Zero carta: ogni collaboratore riceve una notifica push istantanea sul proprio smartphone e può accedere all'app per consultare lo storico dei pagamenti.
Archiviazione conforme: documenti categorizzati per competenza e archiviati in sicurezza.
Risparmio di tempo: invio massivo e tracciabile in pochi clic, eliminando domande e richieste di duplicati.
Quattordicesima 2026: domande frequenti
La quattordicesima è obbligatoria per legge?
No. A differenza della tredicesima, non esiste una legge che la renda obbligatoria per tutti. Spetta esclusivamente se prevista dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato dall'azienda o da un contratto integrativo di secondo livello.
La quattordicesima matura durante la maternità o la malattia?
Sì, ma con dei limiti. I periodi di congedo di maternità e di paternità concorrono regolarmente alla maturazione dei ratei. La malattia matura il rateo entro i limiti del periodo di comporto previsto dal CCNL: oltre la soglia di comporto, il rateo si interrompe. Lo stesso principio si applica all'infortunio. Per evitare errori in busta paga, le assenze prolungate vanno verificate caso per caso prima dell'elaborazione.
Spetta a chi ha lavorato meno di un anno?
Sì, ma in misura proporzionale. Chi ha lavorato solo per alcuni mesi all'interno del periodo di riferimento (1° luglio - 30 giugno) riceverà un importo ricalcolato in base ai ratei effettivamente maturati (un rateo per ogni mese di lavoro in cui si superano solitamente i 15 giorni di presenza).
Quattordicesima e tredicesima: che differenze ci sono?
La tredicesima è una gratifica natalizia prevista dalla legge per tutti i lavoratori dipendenti, erogata nel mese di dicembre. La quattordicesima è un istituto contrattuale, previsto solo in alcuni CCNL e settori, erogato nei mesi estivi (in genere tra giugno e luglio). La logica di maturazione mensile è simile, ma i periodi di riferimento e le voci computabili nella base di calcolo possono variare anche sensibilmente da contratto a contratto.
Cosa succede alla quattordicesima in caso di dimissioni prima dell'erogazione?
I ratei maturati non vanno persi. In caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto prima dell'erogazione estiva, i ratei accumulati nel periodo di riferimento vengono liquidati nell'ultimo cedolino utile, insieme alle altre competenze di fine rapporto: TFR, ferie e permessi non goduti, eventuali altri ratei. Questo aspetto va comunicato chiaramente al dipendente in uscita per evitare contestazioni a posteriori.

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